Torniamo sull’argomento carta, evidenziando gli errori che più comunemente di fanno nel conferimento: giornali ancora avvolti nel cellophane, raccogliere la carta nelle buste di plastica e gettarla con tutta la busta, gettare nella carta i fazzoletti usati o la carta da cucina sporca e la carta chimica, come quella degli scontrini.
Da Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, è stato stilato un decalogo per differenziare correttamente carta e cartone, stilato in occasione delle Cartoniadi 2010, come suggerimento per vincere.
Fonte: Ecodallecittà.it
Le 10 regole per differenziare correttamente carta e cartone
1. Il sacchetto di plastica usato per portare la carta al cassonetto apposito non va poi buttato insieme alla carta.
2. Gli imballaggi con residui di cibo o terra non vanno nella raccolta differenziata perché generano cattivi odori, problemi igienici e contaminano la carta riciclabile.
3. I fazzoletti di carta, una volta usati, non vanno nella differenziata. Sono quasi sempre “anti-spappolo” e, quindi, difficili da riciclare.
4. Gli scontrini, le ricevute delle carte di credito non vanno gettati con la carta perché sono fatti con carte speciali – termiche – i cui componenti reagiscono al calore, creando problemi di riciclo.
5. La carta oleata (per esempio quella che contiene focacce, affettati, formaggi) non è riciclabile.
6. La carta sporca di sostanze velenose, come vernice o solventi, non va mai nella raccolta differenziata perché contamina i materiali di riciclo.
7. Il materiale va selezionato correttamente togliendo punti metallici, nastri adesivi e altri materiali non cellulosici, come il cellophane che avvolge le riviste.
8. Le scatole vanno appiattite, gli scatoloni compressi e gli imballaggi più grandi vanno fatti in pezzi per facilitare il lavoro degli operatori della raccolta.
9. Carta e cartone da riciclare vanno depositati all’interno degli appositi contenitori e non lasciati fuori.
10. Ogni Comune stabilisce le sue regole: informarsi su quelle in vigore è un dovere di ogni cittadino
Dal sito del Consorzio Comieco è possibile anche scaricare alcune importanti istruzioni, come quelle per la carta, o le informazioni sul tetrapack o l’etichettatura degli imballaggi.
carta:
http://www.comieco.org/media/documenti/consorziati/leaflet_istruzioni__con-cartoni-per-bevande.pdf
Il tetrapack:
http://www.comieco.org/Mondo_Riciclo/Riciclo_cartoni_bevande/
Etichettatura imballaggi: http://www.comieco.org/allegati/Etichettatura%20imballaggi%20cellulosici_Linee_Guida_07.pdf
Sempre dal sito Ecodallecittà.it, gli errori in percentuale:
Ad esempio, un italiano su due dichiara di gettare nella differenziata gli scontrini, un errore ancora molto frequente, nonostante sia stato fatto qualche piccolo passo avanti (a novembre 2009 lo stesso errore lo commetteva il 57% del campione).
Il 27% degli intervistati, sbagliando, manda invece alla differenziata la carta sporca di cibo (31% nel 2009), e si confermano frequenti errori come differenziare i giornali ancora avvolti nel cellophane (25%) e i fazzoletti di carta (17%). Pochi i dubbi invece per quanto riguarda le riviste – 7 italiani su 10 differenziano correttamente – e la carta stampata in generale, come i volantini pubblicitari (il 66% del campione li getta correttamente nella differenziata).
Come si può migliorare la qualità della raccolta differenziata? Secondo un italiano su due i fattori chiave sono l’educazione e la condivisione di informazioni corrette, tanto in famiglia quanto a scuola. E, in quest’ambito, rimane fondamentale il ruolo delle aziende e del personale che svolgono il servizio di raccolta.
Altri link utili:
I piatti di carta sono davvero di carta?
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=103708
Istruzioni Amiat carta:
http://www.amiat.it/interno.cfm?SEZ_ID=13&SS_ID=40&PAG_ID=26
e plastica
http://www.amiat.it/interno.cfm?SEZ_ID=13&SS_ID=40&PAG_ID=27
Piatti di plastica
http://www.foggiaefoggia.com/news/dettaglio.asp?id=16143



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Non sarebbe possibile obbligare chi ci fornisce i prodotti (pasta,riso ecc.ecc) a mettere su ogni confezione un bollino con il colore relativo al rifiuto da riciclare? es: bollino blu su vetro, verde su carta ecc. Non sarebbe più semplice per tutti?, magari prima di partire con la raccolta differenziata era meglio preparare il terreno ai cittadini indicando sulle confezioni e imballaggi di che tipo di rifiuto si tratta. A volte è veramente difficile distinguere cosa e come riciclare (i prodotti sono migliaia!)
Ottima osservazione. Dovremmo girarla alle istituzioni, solo loro possono imporre una cosa del genere. Certo sarebbe più semplice per tutti, come sarebbe auspicabile anche una riduzione degli imballaggi, troppe volte realmente esagerati!
E’ una buona idea quella di mettere il bollino sui prodotti, però c’è un problema: il colore dei bidoni non è lo stesso in tutte le città.
O standardizzano i colori o invece di mettere mettere il bollino si potrebbe scrivere: va buttato nel contenitore della carta oppure va buttato nel contenitore dell’ alluminio…ecc.
A mio avviso, il dramma della raccolta differenziata sta tutto nell’infomazione.
I vari cosorzi, nei loro siti, danno informazioni dettagliate ma, sono pochi, pochissimi coloro che pur usando internet, visitano qui siti.
Sulle informazioni delle Amministrazioni non c’è da contare, a volte sono loro ad aver bisogno di esere informati.
Nella raccolta con cassonetti stradali, basterebbe un robusto foglio plasticato con le informazioni necessarie, incollato al cassonetto.
Altra necessità: istruire gli operatori della raccolta.
Alcuni produttori mettono già una indicazione sul tipo di raccolta su quello specifico tipo di prodotto. Di solito è indicato sia il simbolo che il testo. Dovrebbero farlo tutti…
Tutto giusto, Giovanni, parole sante. Aggiungerei però che a volte, nonostante gli adesivi sui cassonetti, le persone si ostinano a non seguire le regole. Basterebbe un po’ più di collaborazione tra le parti…. Che ognuno faccia la sua!
E’ vero, admin, ma la collaborazione si può costruire.
Informazione, come dicevo, su come operare.
Informazione sulle metodologie e finalità del riciclo (quando si conosce il perché diventa più facile collaborare)
Incentivazione economica, ed i margini ci sono, per quanti correttamente differenziano.
E’ giusto gettare il bastoncino di legno del gelato nel sacco dell’indifferenziata?
Il bastoncino in legno sarebbe più corretto gettarlo nell’umido.
il polistirolo? dove si butta?
Nella raccolta della plastica. Se è polistirolo da imballaggio di grandi dimensioni nella raccolta ingombranti.
La plastica sporca di organico può essere buttata nella plastica?
Ho letto che la lavano prima di riciclarla ma non tutti le informazioni sono concordi, alcuni siti dicono di metterla nell’indifferenziata.
Cosa è questa domanda se non un indice di disinformazione? (gli stessi opuscoli distribuiti non citano questo problema che ritengo comunissimo).
Ribadisco anch’io: l’informazione, chiara e diffusa, è importantissima!
Buona l’idea del bollino anche se non sempre facilmente applicabile (il gelato ha la plastica e il bastoncino) e della standardizzazione dei colori e delle norme.
La plastica sporca dovrebbe essere sciacquata. Ogni ditta di smaltimento opera autonomamente, con sistemi diversi, quindi è difficile uniformare le informazioni perchè territorialmente utilizzano metodi e scelte diverse, e aggiungo “purtroppo”….
In effetti e’ proprio questo che non capisco..perche’ dovrei sciacquare,ad esempio,la plastica sporca (visto che Tarsu e acqua si pagano) per poterla gettare insieme alla plastica ? E denaro a parte,non e’ uno spreco d’acqua? considerando che riciclando i materiali non vengono comunque ripuliti? (che ne so,in un autoclave l’acqua usata viene riciclata,per non sprecarla..)..Il pericolo e’ che molti non lavino propio nulla e gettino tutto nell’indifferenziata..(umido a parte)O conosco male i sistemi moderni di riciclaggio,o mi sfugge qualcosa…
Buongiorno, nella mia azienda capita spesso di sbagliare la stampa per alcuni prodotti e di dover buttare via diversi fogli di etichette in formato A4 , è giusto buttarli nella differenziata della carta? Grazie a chi mi saprà rispondere
Andrea
Precisazione al mio post sopra:
Le etichette di cui parlo sono fogli adesivi stampabili nelle stampanti laser comuni, di quelle che è possibile acquistare in cartoleria, con la parte davanti (quella su cui viene stampato il testo) di cellullosa comune, e quella posteriore di materiale adesivo in modo da poterle staccare e attaccare sulle varie superfici.
Grazie ancora a tutti
La questione dei colori esiste: dalle mie parti blu è la plastica, giallo è la carta, verde il vetro, l’indifferenziata può essere nero o marrone o grigio, ma marrone è anche l’umido.
Nella plastica guai al mondo assolutamente vietato mettere polistirolo, cellophan, laminati plastici di qualsiasi tipo, no poliuretano, no polistirene, no ai contenitori trasparenti di cibi, vaschette delle olive ecc.. , no a quasi tutte le materie plastiche salvo le bottiglie dell’acqua!! (testuali parole degli addetti alla raccolta). Salvo poi scaricare sempre regolarmente ogni giorno tutto lo sfalcio dei giardini e la tosatura dell’erba da 2 cassoni della indifferenziata solo da un unico condominio senza fiatare!
Come facciamo a togliere la carta dell’etichetta dalle bottiglie dell’acqua?
E il tappo i certe bottiglie, alluminio con interno plastica dove va buttato?
L’immagine sui cassoni dell’ “alluminio” è quella dei barattoli dei pelati: di acciaio e non alluminio … e quindi? perchè lo chiamiamo alluminio?
Insomma è tutto un discreto casino
Io per parte mia cerco di fare per il meglio, snobbato da molti, tolgo la carta dalle bottiglie e le schiaccio, ripulisco i cartoni dai nastri adesivi e li ripego per prendere poco spazio, e mentre sono lì, c’è chi solo rallenta e lancia una busta contenente di tutto … là, nel mucchio, sbaglia la mira, il sacchetto finisce in terra e via.
PS
La raccolta differenziata è un obbligo? Un Vigile Urbano mi può multare se mi vede buttare una bottiglia di vetro nel secco?
Grazie della risposta
Gabriele
La buona volontà purtroppo non basta se le istituzioni non fanno chiarezza. Dalle mie parti il comune ha stipulato un regolamento che permette agli operatori di elevare multe. Insomma, ognuno fa un po’ quel che gli pare, con l’effetto di generare una grandissima confusione. Si dovrebbe far chiarezza sui materiali che sono realmente riciclabili e ogni azienda di riciclo si dovrebbe uniformare agli standard. Un’utopia? Forse, ma se in alcuni posti la differenziata funziona e funziona bene, basta “copiare” come si fa, no? Peccato che si guardino solo i cattivi esempi ma non quelli buoni, e che la politica sia sempre troppo impegnata in altre cose…
Buongiorno a tutti,
in ufficio sto spingendo molto per far rispettare la raccolta differenziata ai colleghi. Qualche dubbio però riguarda:
1. la carta mani del bagno, dopo il suo utilizzo. Carta, organico, o indifferenziata?
2. bicchieri della macchina del caffè: indifferenziata? comunque, anche se vengono sciacquati per eliminare tracce di caffè?
grazie per l’aiuto
Valentina
La carta mani del bagno potrebbe andare nell’organico, oppure nell’indifferenziato. Non nella raccolta carta. I bicchierini del caffè invece vanno nell’indifferenziato, perchè i monouso non vengono riciclati (come i piatti e posate di plastica).
La plastica sporca e’ da sciacquare prima di essere buttata? Qual’e’ il motivo? Un contenitore per lo yogurt sciacquato e riciclato: sulla bilancia pesa di piu’ lo spreco di acqua o il vantaggio di averlo riciclato???
Grazie
Il motivo per cui si sciacqua è eliminare i residui di sostanza organica che abbasserebbe il punto di fusione. Non credo che sciacquare velocemente il contenitore comporti un così grande spreco di acqua. Qualche azienda di smaltimento non obbliga al risciacquo, anche se è quasi sempre consigliato. Secondo il nostro modesto parere è maggiore il vantaggio del riciclo…
dove va messo il coperchio di carta con interno in metallo?che chiude i vasetti di yoghurt? grazie
Nell’alluminio. Il coperchio non è di carta, ma d’alluminio, in genere… qualche volta è di plastica, mi pare, ma non per gli yogurt, di solito è di plastica nei vasetti di panna o simili.