Combustione diretta: incenerimento

È un sistema di smaltimento dei rifiuti solidi tramite combustione controllata, le cui principali caratteristiche sono:

•La decomposizione termica e mineralizzazione della frazione organica con conseguente distruzione di sostanze pericolose (nel caso dei Rifiuti Urbani, la parte putrescibile e potenzialmente patogena; nei Rifiuti Speciali, vari composti nocivi);

•La trasformazione delle sostanze inorganiche in forme più facilmente separabili e recuperabili o smaltibili a discarica in modo sicuro;

•La riduzione del peso e del volume dei rifiuti;

• La possibilità di utilizzare l’energia termica sviluppata nella combustione.

Il termine “incenerimento” è noto anche come:

•Termodistruzione, utilizzato in particolare nel caso dei rifiuti pericolosi, dove l’obiettivo è la distruzione e rimozione delle sostanze inquinanti.

•Termovalorizzazione, quando la combustione è combinata con il recupero energetico, come usuale nel trattamento di rifiuti urbani e alcune tipologie di rifiuti speciali.

La termovalorizzazione dei rifiuti prevede quindi un processo di ossidazione totale (combustione) del carbonio organico contenuto nei rifiuti, finalizzato allo smaltimento dei rifiuti con il recupero, nella maggior quantità possibile, dell’energia prodotta. Tale recupero energetico ha una valenza ambientale, permettendo di diminuire il ricorso ai combustibili fossili tradizionali.

Combustione indiretta: pirolisi, gassificazione e plasma

Oltre ai sistemi citati di combustione diretta, esistono altre tecnologie che permettono il trattamento dei rifiuti con recupero di energia: sono le tecnologie di pirolisi, gassificazione, arco al plasma, classificate anche come sistemi di combustione indiretta, poiché si tratta di processi nei quali si realizza l’ossidazione parziale dei rifiuti. Parte dei prodotti di reazione sono combustibili, che possono essere utilizzati per il recupero energetico.Le tecnologie di pirolisi e gassificazione, anche se basate su processi noti, non sono in grado di garantire allo stato attuale elevate prestazioni tecniche, ambientali

Problemi collegati alla tecnica termo-distruttiva

Questa tecnologia pone due problemi.

Da un lato, l’economicità o meno della gestione dell’incenerimento è legata all’impiego di una sovvenzione nota come CIP6. Tale sovvenzione (conseguente alla decisione degli organi tecnicopolitici italiani del Comitato Interministeriale Prezzi, nel 1992), assimila la generazione elettrica da CDR alla generazione con fonti rinnovabili. Alla fine del 2006 la CE dichiara inammissibile tale assimilazione adottata dai governi nazionali antecedenti: si ravvisava un palese interesse dei poteri economici e industriale dei monopoli energetici. Dall’altro, le polveri emesse in atmosfera hanno una frazione rilevante di nanopolveri (polveri con diametri molto più piccoli della PM2,5 e PM1, rilevabili solo da strumentazioni scientifiche) che possono penetrare nelle cellule ed interagire direttamente con il DNA.

Va osservato che le nanopolveri sono generate prevalentemente da tutti i processi di combustione di materiali solidi, nessuno escluso: CDR ma anche biomasse, combustibili solidi in genere e alcuni combustibili liquidi con residui e contaminanti elevati.

Fonte: Acqua&Aria nr.8 2008

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